Adriano Colombo
Riflessione sulla lingua
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È proprio necessario che quando si insegna e si
studia grammatica (clicca sui titoli per leggere e scaricare il materiale) |
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La riflessione grammaticale: riflessioni di un conservatore (1982) In un convegno organizzato a Ivrea da CIDI, GISCEL e LEND mi chiesero una relazione che facesse il punto sulla questione della riflessione sulla lingua. Questo è il testo, in cui cerco di sintetizzare il dibattito sull’argomento (che all’epoca era vivace) e avanzo qualche proposta. Né la situazione né le mie idee sono molto cambiate da allora. |
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Coordinazione e coesione testuale (1984)
“Per una ragionevole grammatica didattica” era il sottotitolo. Una proposta di insegnamento ancorata a una laboriosa ricerca teorica ed empirica, su un punto della grammatica troppo spesso considerato secondario, nella scuola e altrove. |
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Casellario grammaticale (1987)
Le definizioni tradizionali della grammatica scolastica inducono a sbagliare i ragazzi che le prendono sul serio: lo dimostrano alcune registrazioni di conversazioni in classe provenienti da una scuola media. In più quelle definizioni sono cariche di assunti filosofici impliciti. È possibile un’alternativa? |
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“Considerando qual sublime ragion metafisica regoli ogni parte dell'umano linguaggio”: grammatica razionale e grammatica didattica (1994)
Può insegnarci qualcosa un prete grammatico del primo Ottocento? Su qualche punto aveva visto meglio di molti autori di libri di testo di oggi. |
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Determinanti e pronomi in prospettiva nozionale. Materiali didattici (1995)
Il prodotto di un gruppo di lavoro in una serie di seminari organizzati dall’IRRSAE Emilia-Romagna nell’ambito di un progetto ministeriale (“Alice”), che mirava a impostare su basi comuni il lavoro degli insegnanti di italiano e di lingue straniere. Qui riporto solo la parte relativa all’italiano. |
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La riflessione sulla lingua dalla scuola elementare al biennio superiore (1997)
Un tentativo di sintetizzare una proposta complessiva sul tema: ambiti, obiettivi, metodi, riferimenti teorici, fino a una proposta di scansione verticale del curricolo, che prende le mosse dai programmi vigenti all’epoca (elementari 1985, medie 1978, biennio “Brocca” 1992), interpretandoli liberamente. Non sarà molto, ma nessuno si è mai sporcato le mani con proposte più precise. |