Adriano Colombo   
Programmi, programmazioni, valutazioni

Che cosa dovrebbe chiedere lo stato agli insegnanti di italiano?
quale progetto dovrebbe sottostare alle norme curricolari?
come si fissano degli obiettivi e come si valutano i risultati?
Una riflessione su questi temi accompagna la vicenda delle innovazioni di programmi sperimentate, progettate, naufragate dagli anni novanta ai primi anni duemila.
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Percorso didattico Italiano. Triennio IGEA, ERICA, Mercurio (1992)
Verso il 1990 il modello di programma di letteratura per il triennio che avevo elaborato con un gruppo presso l’IRRSAE Emilia-Romagna fu adottato nelle “sperimentazioni assistite” degli istituti tecnici commerciali, così ebbi l’incarico di redigere il testo programmatico. Pochi se ne accorsero (come sempre dei programmi). Ci fu comunque chi prese l’innovazione sul serio, come la rivista “Progettiamo” dell’editore Tramontana, che per qualche numero mi chiese di presentare e commentare il programma.
Problemi valutativi nei curricoli di Italiano e Storia (1992)
Dalla stessa rivista, un primo tentativo di mettere un po’ di ragionevolezza nella spinosa questione di come valutare l’apprendimento dei ragazzi.
I programmi Brocca di Italiano (1994)
Dopo il fallimento di cento disegni di legge, il “progetto Brocca” tentò una riforma dei programmi della scuola secondaria di secondo grado per via “sperimentale”. I programmi di Italiano scritti allora rivelano un livello culturale e una maturità di elaborazione incredibili, se confrontati con le proposte e le discussioni di oggi (2010). Certo non mancavano gli aspetti discutibili, e soprattutto ci si poteva illudere che da lì potesse nascere una discussione seria.
Contenuti essenziali o abilità essenziali? (1998)
Siamo all’epoca del “riordino dei cicli” promosso dal ministro Berlinguer. Ci si domanda se le indicazioni curricolari debbano salvaguardare i “contenuti essenziali” delle discipline. Risposta a tre domande poste dalla redazione di "Scuola e città". Non ha ancora fatto irruzione il termine “competenze” (per cui vedi la sezione relativa).
Per un curricolo nazionale di Italiano (1999)
Il Forum delle associazioni disciplinari della scuola si propone come laboratorio del “riordino” di Luigi Berlinguer. Tento di definire in concreto un curricolo per competenze di Italiano. È un primo abbozzo da discutere, pubblicato in una sede quasi ufficiale; ma nessuno o quasi dà retta.
Italiano: educazione linguistica e letteraria (2001)
di Adriano Colombo, Anna Rosa Guerriero
Una definizione più articolata e particolareggiata di un curricolo per competenze di Italiano, nel libro che presentava le elaborazioni delle associazioni disciplinari in vista della redazione delle Indicazioni per il curricolo a cui lavorava all’epoca la commissione nominata dal ministro De Mauro. È uno sviluppo della riflessione impostata nel testo del 1999, arricchito dal contributo della coautrice. Qui la tematica delle competenze (definita nel capitolo “Competenze, nuclei fondanti, prestazioni” diventava una proposta concreta e precisa; ma era il canto del cigno.
La valutazione della prima prova dell’esame di stato (2002)
Dal volume Laboratorio di scrittura (altri due capitoli del quale sono nella sezione Scrittura), considerazioni e indicazioni sulla valutazione delle prove scritte; sono strettamente legate alla prima prova dell’esame di stato (nuova, quando il lavoro fu scritto), ma forse contengono qualche spunto di valore un po’ più generale.
Sui programmi Gelmini per i licei (2010)
Interventi nel forum aperto dal Ministero sui cosiddetti “Obiettivi specifici di apprendimento” (in realtà, programmi) proposti per i licei e poi entrati in vigore.